55% più facile
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Governo: non siamo interessati al risparmio energetico
Scritto da: Belletti Orlando in data: 24/10/2008Sconfessato anche da Sarkozy sull'introduzione di deroghe al già pesantemente ignorato protocollo di Kyoto, il Governo ha deciso che il risparmio energetico è già stato incentivato abbastanza.
Non è passata la mozione dei deputati Realacci e Mariani di estendere le agevolazioni fiscali del 55% anche al 2011.
Traiamo da Zeroemission.tv il seguente trafiletto:
Per Realacci e Mariani, “la maggioranza con un atteggiamento miope e arrogante ha dimostrato l'incapacità di mettere in atto politiche concrete per rilanciare il paese e il futuro degli italiani”.“Quello che è avvenuto oggi in commissione Ambiente della Camera è un fatto gravissimo”, hanno sottolineato Realacci e Mariani.“Non ha alcun senso aver bocciato una misura che aveva notevoli vantaggi da molti punti di vista - si legge ancora nella nota - per le tasche dei cittadini che sceglievano di costruire o ristrutturare le proprie case con criteri di risparmio energetico e impiegando fonti rinnovabili; per la piccola e media impresa che in questi settori trova occasione di rilancio; per migliorare la qualità e l’efficienza del patrimonio edilizio del paese; per ridurre i consumi energetici delle famiglie e quindi alleggerire i costi delle bollette; per dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto e alla lotta ai mutamenti climatici”.
Incredibile atteggiamento di un Governo che lamenta gli oneri troppo elevati a carico di industrie e attività produttive per rientrare nei protocolli firmati nel 1998 e ri-accettati dall'attuale Premier nel 2002.
Non si riesce attualmente a capire quale sia la linea di programma energetico tracciata dall'attuale Governo: il ministro dell'Ambiente difende la richiesta di allentamento dei termini del protocollo di Kyoto, il Governo sostiene le richieste della Confindustria che, a 10 anni dalla firma, si ritrova a dover fronteggiare l'inevitabile (investire sull'ammordernamento degli impianti e sul risparmio energetico).
Tutto questo viene giudicato "economicamente insostenibile" e perciò non attuabile. Se da un lato si possano capire le ragioni economiche che in questo periodo di crisi sono molto stringenti (certo, son passati 10 anni comunque...), dall'altro non capiamo perché limitare i già pochi incentivi fiscali per coloro che abbiamo deciso di contribuire, grazie ad una coscienza di risparmio energetico, al conseguimento dell'irraggiungibile 20 20 20.
Nel quadro energetico italiano, già così desolante, ci auguriamo che il Governo ci ripensi o che strutturi altri e migliori incentivi per favorire il necessario risparmio energetico e l'adozione di Energia da Fonti Rinnovabili che potrebbero dare un significativo contributo al raggiungimento del traguardo 20 20 20.
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